DNSH
Linee guida, checklist e materiali operativi per supportare
i Comuni nella corretta applicazione del principio DNSH

Cos’è il DNSH
Il principio DNSH (“Do No Significant Harm” – non arrecare danno significativo all’ambiente) è un requisito obbligatorio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: ogni intervento finanziato deve dimostrare che non arrecherà un danno significativo agli obiettivi ambientali dell’Unione Europea (mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, uso delle risorse idriche e del suolo, economia circolare, inquinamento, biodiversità).
Costituisce uno dei cardini della politica ambientale dell’Unione Europea e impone che ogni intervento finanziato con risorse unionali, ed in particolare con le risorse del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), non comprometta il raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati a livello sovranazionale.
La sua finalità è duplice: garantire che la transizione ecologica non sia vanificata da interventi settoriali che possano contrastare con l’attuazione della stessa e assicurare la coerenza degli investimenti pubblici con la traiettoria di neutralità climatica fissata per il 2050.
L’art. 9 del Regolamento (UE) 2020/852 individua i sei obiettivi ambientali rispetto ai quali deve essere effettuata la valutazione DNSH:
- Mitigazione dei cambiamenti climatici;
- Adattamento ai cambiamenti climatici;
- Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
- Transizione verso un’economia circolare, con riferimento anche alla riduzione e al riciclo dei rifiuti;
- Prevenzione e riduzione dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo;
- Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Per saperne di più, guarda il video: “Dalle Strategie UE al DNSH | Ma cos’è il DNSH?”
Per approfondire, guarda il video: “Il DNSH all’interno delle azioni e delle politiche europee per l’ambiente”

Documentazione tecnica
In questa sezione si trova una raccolta di materiali operativi e tecnici relativi al DNSH, tra cui:
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Guida Operativa DNSH del MEF – RGS (terza edizione, Circolare RGS n. 22/2024)
È la fonte di riferimento nazionale per l’applicazione del DNSH negli investimenti PNRR. Pubblicata per la prima volta a dicembre 2021 e aggiornata nell’ottobre 2022, è stata da ultimo riproposta con la Circolare RGS n. 22 del 14 maggio 2024, in conseguenza della riprogrammazione del Piano approvata con la Decisione di Esecuzione del Consiglio n. 16051/23. La nuova edizione include ulteriori schede tecniche, recepisce il Regolamento Delegato (UE) 2023/2486 e assicura un maggiore allineamento con gli Orientamenti tecnici della Commissione.
La Guida si articola in schede tecniche, una per ciascuna tipologia di attività economica/intervento, e individua il Regime applicabile, i vincoli specifici e gli elementi di comprova.
Nello specifico, con riguardo al Regime applicabile, si applica:
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- il regime 1 quando l’investimento contribuisce in modo sostanziale al perseguimento dell’obiettivo ambientale. In questa ipotesi la verifica è più stringente: la scheda individua specifici criteri di conformità “tassonomica” e richiede di documentare sia il contributo sostanziale all’obiettivo, sia il contestuale rispetto del DNSH rispetto agli altri obiettivi. L’onere probatorio è quindi più articolato, perché occorre dimostrare attivamente l’allineamento alle prescrizioni tecniche della scheda;
- il regime 2 quando l’investimento non produce un impatto prevedibile sull’obiettivo, ovvero ne produce uno non significativo. In questo caso la verifica è incentrata sulla conformità alla normativa ambientale di settore (unionale e nazionale) e sull’assenza di effetti pregiudizievoli, con un onere documentale modulato in funzione della minore incidenza: si tratta essenzialmente di attestare il rispetto delle disposizioni vigenti, senza i più puntuali criteri tassonomici richiesti dal regime 1.
In sintesi, la differenza è di intensità della verifica e di contenuto documentale: il regime 1 governa gli obiettivi su cui l’intervento incide in modo rilevante e impone il riscontro di criteri tecnici specifici; il regime 2 presidia gli obiettivi a impatto nullo o non significativo e si risolve nella conformità alla disciplina ambientale di settore. Per un medesimo investimento i due regimi coesistono, applicandosi in modo differenziato obiettivo per obiettivo, secondo la classificazione operata dalla scheda tecnica di riferimento;
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Vademecum DNSH di IFEL
A integrazione e a supporto delle fonti MEF-RGS, IFEL ha sviluppato un proprio sistema documentale, il Vademecum DNSH, pensato specificamente per le esigenze dei Comuni e dei soggetti attuatori locali. Il Vademecum è nato allo scopo di indirizzare RUP e progettisti verso riferimenti metodologici e tecnici utili a dimostrare il rispetto del principio DNSH: ciascun Quaderno operativo riprende le Schede tecniche contenute nella Guida Operativa MEF-RGS, aggregandole per ambiti tematici simili. Il Vademecum si compone di quattro Quaderni Operativi, organizzati per ambito tematico:
Il Vademecum si compone di quattro Quaderni Operativi, organizzati per ambito tematico:
Per ciascuna scheda tecnica della Guida Operativa, il Quaderno individua l’ambito di applicazione, i rapporti con i Criteri Ambientali Minimi (CAM), i vincoli da rispettare e le indicazioni operative su “come” dimostrarli. È la fonte da consultare in fase di impostazione progettuale, quando occorre capire concretamente quali requisiti tradurre in capitolato, computo metrico e relazioni tecniche;
- checklist allegate alla Guida Operativa. Costituiscono lo strumento ufficiale, in formato elaborabile, attraverso cui il RUP e il soggetto attuatore documentano la conformità dell’intervento ai vincoli DNSH della scheda di riferimento. Sono il documento che, di norma, viene caricato sul Sistema Informativo ReGiS nelle fasi di rendicontazione, dopo aver consultato le schede tecniche che riportano i dettagli dei requisiti da rispettare.
N.B.: È ASSOLUTAMENTE PRIORITARIO E OBBLIGATORIO verificare preliminarmente le Linee Guida, i Vademecum e la documentazione specifica eventualmente emanata dall’Amministrazione Titolare (Ministero competente per la specifica misura PNRR).
Molte Amministrazioni centrali hanno sviluppato indicazioni settoriali e template dedicati che prevalgono sulle guide generali. Pertanto, l’ordine di consultazione e le modalità operative sotto riportate vanno sempre subordinate alle prescrizioni della specifica Amministrazione Titolare del finanziamento.
Allegati
Allegato 1 – Verifica e asseverazione del rispetto del principio DNSH: contiene un fac-simile di Relazione DNSH che il progettista può adottare per dimostrare la conformità del progetto, anche all’interno della Relazione di sostenibilità dell’opera prevista dalle Linee Guida MIMS per i PFTE delle opere pubbliche.
Allegato 2 – Supporto e analisi del rischio climatico (facsimile editabile): strumento metodologico per la valutazione di vulnerabilità climatica, indispensabile soprattutto per le schede in Regime 2 e per l’obiettivo di adattamento ai cambiamenti climatici.
Allegato Checklist Scheda 1 – Costruzione di nuovi edifici
Allegato Checklist Scheda 2 – Ristrutturazione e riqualificazione di edifici

Obblighi per i progetti
Gli enti locali e i soggetti attuatori, per il tramite dei progettisti incaricati, sono tenuti a integrare il principio DNSH lungo l’intero arco progettuale, e in particolare a:
- verificare la coerenza DNSH fin dal progetto di fattibilità tecnico-economica. Già in fase di PFTE il progettista individua la scheda tecnica DNSH applicabile alla misura/investimento di riferimento e imposta le scelte progettuali — localizzative, tecnologiche e di processo costruttivo — in modo da rispettare i criteri di non arrecare danno significativo ai sei obiettivi ambientali. La verifica non è un adempimento successivo ma un vincolo che orienta le opzioni a monte, condizionando soluzioni che in fase esecutiva sarebbero difficilmente reversibili;
- predisporre e allegare al progetto la documentazione DNSH coerente con il livello progettuale. In sede di progetto esecutivo il progettista formalizza la relazione di conformità DNSH, le check-list di verifica dei requisiti tassonomici della scheda, le dichiarazioni di rispetto e l’indicazione delle misure di attenuazione/mitigazione adottate (regime 1) ovvero delle condizioni di esclusione applicate (regime 2). Tale documentazione costituisce parte integrante degli elaborati posti a base di gara e deve risultare coerente con il quadro prescrittivo dei capitolati e dello schema di contratto;
- registrare e conservare nel fascicolo di progetto tutte le evidenze comprovanti la conformità. Durante l’esecuzione il soggetto attuatore alimenta e custodisce il fascicolo con le autorizzazioni e i titoli abilitativi rilasciati, le asseverazioni e attestazioni tecniche, i verbali di controllo e i referti analitici/di collaudo che dimostrano il mantenimento dei requisiti DNSH nelle lavorazioni effettivamente realizzate. La tracciabilità documentale è funzionale ai controlli dell’amministrazione titolare e dell’Unità di Audit, oltre che alla rendicontazione della spesa;
- aggiornare i dati sulle piattaforme operative in caso di varianti rilevanti. Ogni modifica progettuale in corso d’opera — variante, perizia, modifica contrattuale ex art. 120 D.Lgs. 36/2023 — che incida sui presupposti della verifica DNSH impone l’aggiornamento delle evidenze e dei dati su ReGiS, con eventuale rinnovo della relazione di conformità. L’obbligo presidia l’allineamento costante tra progetto autorizzato, opera realizzata e dato monitorato, evitando disallineamenti che pregiudicherebbero il riconoscimento della spesa.
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DNSH su ReGiS
Il rapporto tra il principio DNSH e ReGiS è quello tra un obbligo sostanziale e lo strumento informativo che ne presidia la tracciabilità e il monitoraggio lungo l’intero ciclo di vita dell’intervento PNRR.
ReGiS è il sistema informativo unico nazionale per la rilevazione, il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo dei progetti PNRR (previsto dall’art. 1, comma 1043, della L. 178/2020 e gestito dalla Ragioneria Generale dello Stato). Costituisce il punto di raccolta obbligatorio dei dati di attuazione che le amministrazioni titolari e i soggetti attuatori devono alimentare e mantenere aggiornati. Il rispetto del DNSH è uno dei requisiti la cui verifica trova in ReGiS la propria sede di registrazione e di evidenza.
Il collegamento operativo si articola essenzialmente su tre piani. In primo luogo, l’associazione dell’intervento alla scheda tecnica DNSH pertinente: nel sistema il soggetto attuatore riconduce il progetto alla scheda della Guida operativa applicabile in base all’attività economica realizzata, individuando così i vincoli e gli elementi di verifica di riferimento. In secondo luogo, la compilazione delle check-list di verifica allegate alla Guida operativa, nelle fasi ex ante, in itinere ed ex post, con il caricamento della documentazione comprovante (autorizzazioni, asseverazioni, attestazioni, referti, dichiarazioni di conformità): ReGiS è l’ambiente in cui tale documentazione viene registrata e resa disponibile. In terzo luogo, l’aggiornamento del dato in caso di varianti o modifiche che incidano sui presupposti della verifica DNSH, così da preservare l’allineamento costante tra progetto autorizzato, opera realizzata e dato monitorato.
Il nesso più rilevante sul piano degli effetti è quello con la rendicontazione e con il conseguimento di milestone e target. La conformità al DNSH, documentata in ReGiS, è condizione per la validazione della spesa e per l’attestazione del raggiungimento degli obiettivi: l’assenza o l’incompletezza delle evidenze DNSH nel sistema può tradursi nel blocco della rendicontazione o nel mancato riconoscimento dei costi. Le risultanze registrate in ReGiS costituiscono inoltre la base documentale su cui si esercitano i controlli dell’amministrazione titolare, dell’Unità di Audit e, in ultima istanza, della Commissione europea.
In sintesi, il DNSH definisce l’obbligo sostanziale di non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali; ReGiS è l’infrastruttura informativa che ne assicura la verifica documentata, la tracciabilità e la rendicontabilità, trasformando un vincolo di natura ambientale in un adempimento monitorato e controllabile lungo tutte le fasi del progetto.

Checklist e vademecum
Le checklist assistite rappresentano l’ultima evoluzione del supporto di IFEL ai soggetti attuatori comunali. Le checklist assistite, realizzate in collaborazione diretta con il MEF-RGS a partire dal 27 febbraio 2025 , sono progettate per supportare i RUP, i progettisti e gli auditor nel rispetto del principio DNSH negli interventi del PNRR.
A differenza delle checklist allegate alla Guida MEF, le checklist assistite, pur non dovendo essere caricate sul Regis ai fini della rendicontazione, contengono suggerimenti relativi ai documenti e ai certificati con cui è possibile attestare i diversi requisiti DNSH ed esemplificazioni delle possibili risposte, oltre a collegamenti diretti alle FAQ pubblicate su Italia Domani e a sezioni dinamiche che si aggiornano in funzione delle risposte fornite. In altri termini, il documento sintetizza e armonizza le principali fonti operative disponibili (Guida Operativa, FAQ, Chiarimenti, CAM), fornendo indicazioni pratiche per una corretta compilazione e per evitare gli errori più ricorrenti.
Le checklist assistite oggi disponibili coprono:
- Scheda 1 – Costruzione di nuovi edifici;
- Scheda 2 – Ristrutturazione e riqualificazione di edifici;
- Scheda 5 – Interventi edili e cantieristica;
- Scheda 6 – Hosting e cloud (Regime 2);
- Scheda 9 – Acquisto di veicoli;
- Scheda 12 – Pannelli solari;
- Scheda 18 – Ciclo logistica / mobilità personale.
Tabella sinottica degli strumenti
La tabella riepiloga, per ciascuno strumento del sistema integrato DNSH, la funzione, la fase del ciclo di vita progettuale in cui se ne raccomanda l’utilizzo e la fonte di emanazione.
La seconda tabella declina lo stesso sistema in chiave operativa, indicando per ogni fase del progetto l’ordine consigliato di consultazione delle fonti.
Allegati
Allegato Checklist Scheda 1 – Costruzione di nuovi edifici
Allegato Checklist Scheda 2 – Ristrutturazione e riqualificazione di edifici
Allegato Checklist Scheda 5 – Interventi edili e cantieristica
Allegato Checklist Scheda 6 – Hosting e cloud Regime 2
Allegato Checklist Scheda 9 – Acquisto di veicoli
Allegato Checklist Scheda 12 – Produzione elettricità da pannelli solari
Allegato Checklist Scheda 18 – Mobilità personale, ciclologistica

Esempi pratici
Questa sezione propone esempi di applicazione del DNSH nei progetti locali, quali:
- un intervento di riqualificazione energetica di un edificio pubblico, con indicazione delle misure di mitigazione ambientale adottate. In questo caso, ai fini della valutazione e della rendicontazione, puoi utilizzare la checklist n. 2 scaricabile al seguente link: italiadomani.gov.it/interventi/dnsh . Al fine di approfondire gli specifici adempimenti da soddisfare puoi consultare la scheda 2 all’interno della “Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. C.d. DNSH” consultabile al seguente link: http://www.italiadomani.gov.it/interventi/dnsh;
- un progetto di una nuova infrastruttura per la mobilità sostenibile, con valutazione DNSH e allegato rapporto di impatto. In questo caso, ai fini della valutazione e della rendicontazione, puoi utilizzare la checklist n. 18 scaricabile al seguente link: italiadomani.gov.it/interventi/dnsh. Al fine di approfondire gli specifici adempimenti da soddisfare puoi consultare la scheda 18 all’interno della “Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. C.d. DNSH” consultabile al seguente link: http://www.italiadomani.gov.it/interventi/dnsh;
- un caso di ammodernamento di impianti di trattamento rifiuti, in cui la verifica DNSH è integrata con il rispetto dei criteri ambientali minimi (CAM). In questo caso, ai fini della valutazione e della rendicontazione, è possibile utilizzare la checklist n. 17 scaricabile al seguente link: italiadomani.gov.it/interventi/dnsh. Al fine di approfondire gli specifici adempimenti da soddisfare puoi consultare la scheda 1 all’interno della “Guida operativa per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. C.d. DNSH” consultabile al seguente link: http://www.italiadomani.gov.it/interventi/dnsh.
Link
Consulenza specifica sul rispetto del principio del DNSH negli interventi PNRR de “L’espertə IFEL risponde“

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