Rigenerazione urbana, ecco gli interventi da completare entro la fine del 2027
Il Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha emanato lo scorso 24 luglio un decreto ricognitivo degli interventi di rigenerazione urbana non concorrenti al Target – UE (previsto dal PNRR per il 30 giugno 2026), che dovranno concludere i lavori entro il 31 dicembre 2027.
La misura e gli interventi coinvolti
Il provvedimento riguarda gli interventi finanziati ai sensi dell’articolo 1, comma 42 e seguenti, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, successivamente confluiti nella Missione 5, Componente 2, Investimento 2.1 del PNRR.
La misura è finalizzata alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità urbana, ambientale e del tessuto sociale delle città.
Il nuovo termine non riguarda indistintamente tutti gli interventi finanziati, ma esclusivamente quelli individuati, attraverso il relativo CUP, negli allegati al decreto.
I termini
Per beneficiare del termine del 31 dicembre 2027, è necessario che il contratto di affidamento dei lavori risulti perfezionato entro il 30 giugno 2025.
Le condizioni
Pur restando fermi tutti gli obblighi connessi all’attuazione degli interventi PNRR, dovranno continuare a essere garantiti il rispetto degli adempimenti previsti dalla misura, il monitoraggio dello stato di avanzamento e il corretto aggiornamento dei dati e della documentazione sul sistema informativo ReGiS.
L’esclusione dal Target europeo del 30 giugno 2026, pertanto, non comporta il venir meno degli obblighi di gestione, controllo e rendicontazione, né dei principi trasversali applicabili agli interventi finanziati dal PNRR.
Per gli interventi che non rispettano le condizioni previste, e in particolare il termine stabilito per l’affidamento dei lavori, il decreto disciplina la revoca delle risorse assegnate e il recupero delle somme eventualmente già erogate, secondo le differenti fattispecie indicate negli allegati.
Quali sono le verifiche da effettuare
Gli Ordini territoriali e i professionisti coinvolti negli interventi sono tenuti a consultare il decreto, verificare la presenza del relativo CUP negli elenchi pubblicati e confrontarsi con le amministrazioni responsabili per accertare:
- il rispetto del termine previsto per l’affidamento dei lavori;
- la corretta programmazione delle attività residue;
- l’aggiornamento del cronoprogramma;
- la completezza dei dati, della documentazione e degli adempimenti registrati sul sistema ReGiS.
Il decreto del 24 luglio 2026 e i relativi allegati sono disponibili sul sito della Direzione centrale per la finanza locale del Ministero dell’Interno.


